"...non possiamo rassomigliare a Cristo, e possederLo,
senza l'intervento della Madre sua."
Testimonianze
Suor Claudete
Sono figlia di una famiglia semplice e con pratiche religiose tradizionali: per esempio la preghiera del rosario tutte le sere. Da questa fonte ho potuto sentire parlare di Dio, Gesù Cristo e Maria. Si celebrava con enfasi speciale il Natale e la Pasqua.

Io fin da piccola volevo essere un sacerdote. La domenica, prima di giocare "celebravo la messa, confessavo le mie amiche e altre cose...". Un giorno mia madre mi spiegò che non potevo fare il sacerdote. Fu una disillusione.

Mi disse che potevo essere una suora, però non capivo cosa volesse dire questo. Un giorno mio padre e mia madre mi portarono a conoscere le suore di Notre Dame. Loro non mi dettero importanza ( in quel tempo avevo solo 8 anni..).

Conobbi S. Francesco attraverso un libro che avevo in casa, era un libro scolastico, che conteneva un canto e un disegno tradizionale di Francesco con gli uccelli che cantavano felici.

Quando ero vicina a compiere 9 anni mia madre in seguito ad un incidente, morì. Fu un colpo molto grande in famiglia, perchè eravamo 7 fratelli, tutti piccoli.

In questo stesso anno, andando a compiere una promessa nel santuario di Nostra Signora della Consolazione (la mia famiglia partecipava annualmente alla festa), in un'altra città, ci fermammo a Passo Fundo nella casa di una zia. Lì, occasionalmente, conoscemmo padre Dino Ciotta. Lui ci disse che avrebbe portato una suora a casa nostra per farci visita. Io pensai che non sarebbe successo.

Nel 1978 sr Gloria Delgado insieme a padre Dino, arrivarono in visita a casa nostra. Mi sembrò incredibile. Ricordo che lei mi chiese se io pregavo.

sr ClaudeteIl primo marzo del 1979 sono entrata con le suore. Eravamo un gruppo di 12 adolescenti. Sr Noelì già si trovava in Uruguay.

Non avevo idea di cosa voleva dire la vita religiosa, la consacrazione, però quello che a me più piaceva era visitare gli ammalati con sr Vittoria Scalvini, frequentare il catechismo e aiutare in chiesa dove sr Aurelia Duranti coordinava la pastorale , e partecipare agli incontri, ritiri, e lavoro nei quartieri, agli incontri delle associazioni con sr Gloria Delgado.

Dall'età di 11 anni ho iniziato a lavorare in un asilo, facendo le pulizie dei bagni e dei corridoi. Poi , via via assumendo compiti diversi.

Con il tempo ho percepito che l'ideale proposto dal nostro carisma nella sequela di Gesù Cristo, concordava con alcune cose dentro di me e io incontravo sintonia.

Prima di entrare al postulandato ho vissuto una grande crisi. La prospettiva di vita fraterna, così come era vissuta in quella comunità, non mi entusiasmava più. La superai con molta ingenuità.

Nel noviziato, credo fossi molto adolescente. Avevo ideali. La professione religiosa per me fu molto significativa.

Nel cammino vocazionale, nell'incontro con la mia maturità, le sfide della vita fraterna, la preghiera più incarnata, le mie debolezze, forgiarono un cammino di chiamata e risposta.

Un fatto che considero un segno di Dio in modo chiaro fu quando nello juniorato io e le mie compagne passammo per una crisi gravissima. Tutte salirono dalla famiglia. Ebbi un sogno con mia madre, l'unico sogno da quando lei morì e nel sogno le parlavo della crisi. Per me fu rivelatore e a partire da quel momento scomparvero molti ostacoli, preconcetti e credo che fu uno sparti acque.


Ringrazio ciascuna delle sorelle con le quali ho vissuto fino ad oggi, le persone che ho incontrato, la sfida di una fede più matura la risposta alla chiamata con libertà, la proposta sempre rinnovata del nostro carisma, il lavoro pastorale e tutto quello che fa sì che io sia una persona consacrata. Sono grata a Dio per avermi chiamato, per avermi accolto nella congregazione, al popolo di Dio che sempre è integrante del mio processo vocazionale e a ciascuna delle sorelle per condividere lo stesso con doni differenti.

Suor Claudete